Perossido di Idrogeno: ambito normativo specifico

Rapporto ISS COVID-19 n. 25 2020 e perossido di idrogeno ed ulteriori conseguenze

Il perossido d’idrogeno è un principio attivo biocida approvato ai sensi del BPR per i disinfettanti PT1, PT2, PT2, PT4 e PT5.

Alla luce dei dati disponibili nel CAR – Competent Authority Report (Relazione dell’autorità competente) – presso ECHA risulta che il principio attivo è efficace contro numerosi microorganismi (batteri, lieviti, funghi e virus).

Specificamente, per quanto riguarda i virus, il perossido d’idrogeno è risultato efficace contro poliovirus e adenovirus.

In questo caso, viene considerata la sola applicazione mediante vaporizzazione/aerosolizzazione del principio attivo.

Valutazione tecnico-scientifica

Il meccanismo d’azione del perossido d’idrogeno è legato alle sue proprietà ossidanti e alla denaturazione dei componenti essenziali di microrganismi quali membrane lipidiche, proteine ed acidi nucleici.

L’attività antimicrobica scaturisce infatti dalla formazione di potenti ossidanti, quali i radicali idrossilici e i “singlet” dell’ossigeno.

Tali specie reattive causano danni irreversibili ai componenti cellulari e al DNA.

A seconda del metodo di applicazione, può avere molteplici utilizzi.

Esiste un tipico processo di decontaminazione basato su perossido d’idrogeno sotto forma di gas plasma con il quale un tasso prestabilito di perossido di idrogeno viene vaporizzato e iniettato in una camera di decontaminazione.

L’obiettivo è quello di favorire il più rapidamente possibile la formazione di un film sottile di perossido di idrogeno sulle superfici esposte.

Una volta erogata la quantità necessaria di perossido di idrogeno, si passa alla fase di aerazione dove il vapore di perossido di idrogeno viene convertito cataliticamente in ossigeno e acqua.

Tale applicazione è soprattutto utilizzata per sterilizzare componenti elettroniche e dispositivi medici (DM) riutilizzabili termolabili ma è un processo spazialmente limitato, in quanto deve essere effettuato in autoclave.

Per la disinfezione delle superfici/ambienti il perossido d’idrogeno può essere applicato mediante aerosol o vapore.

La diffusione mediante aerosol, con apparecchiature in grado di produrre particelle nell’ordine di 0,3-0,5 μm, ne consente una diffusione uniforme nell’ambiente.

Responsabili dell’azione biocida del prodotto sono i radicali ossidrilici OH-, altamente ossidanti.

L’applicazione di perossido d’idrogeno vaporizzato si è dimostrata efficace, oltre che su un gran numero di microorganismi, anche per il trattamento di ambienti ospedalieri, che avevano ospitato pazienti affetti da virus Lassa ed Ebola (56,57).

Il perossido d’idrogeno si decompone rapidamente in acqua e ossigeno nei diversi distretti ambientali, quali acque di superficie, terreno e aria.

Inoltre si decompone già nei liquami prima di raggiungere il sistema fognario, con un basso impatto ambientale.

In merito alla pericolosità, il perossido di idrogeno è classificato in modo armonizzato secondo il CLP31 come: liquido comburente di categoria 1 [Ox. Liq. 1 – “può provocare un incendio o un’esplosione (forte ossidante)]”; corrosivo per la pelle di categoria 1 (Skin. Corr. 1A – “provoca gravi ustioni cutanee e gravi lesioni oculari”) e nocivo per ingestione e per inalazione di categoria 4 (Acute Tox. 4 – “nocivo se ingerito” e “nocivo se inalato”).

Considerata la classificazione del principio attivo, come anche il metodo di applicazione, l’utilizzo di perossido d’idrogeno vaporizzato/aerosolizzato è ristretto ai soli operatori professionali.

Per i trattamenti andranno pertanto osservate le precauzioni del caso (DL.vo 81/2008) ed è inoltre necessario rispettare i tempi per l’accesso ai locali e i tempi di decadimento.

Commento personale

Come abbiamo esaminato, la diffusione del perossido di idrogeno, assieme alle altre lacune elettroniche o singlet, che costituiscono i ros, o superossidi, compiuta mediante aerosol o in forma gassosa, che da’ luogo a concentrazioni che vanno da 3 a 5 parti per milione, ovvero con dimensioni che variano nell’intervallo 0,3-0,5 μm, e’ pericolosa per l’uomo, anche se disgrega qualsiasi agente patogeno, distruggendone le pareti cellulari o penetrando nel suo DNA in modo irreversibile, e comunque agendo sulle loro parti molecolari carboniche e convertendone i residui in anidride carbonica ed acqua.

Se invece si utilizzano dei dispositivi in grado di produrre particelle di perossido di idrogeno della grandezza di 0,2 μm, come nel caso della PCO (photo catalisis oxidation), od ossidazione fotocatalitica, che avviene all’interno dei sistemi dotati di tecnologia spaziale ActivePure, tale pericolosita’ per l’uomo viene ad essere annullata totalmente.

Quindi ne consegue comunque una diffusione uniforme nell’ambiente indoor, che arriva alla saturazione, ma senza creare alcuna incompatibilita’ con la presenza di persone e animali, e non vi e’ conseguenza alcuna per i metalli investiti dalla diffusione, in termini di ossidazione.

Ma tale saturazione risulta letale per qualsiasi tipo di agente microcellulare patogeno, virus, acaro, germe, fungo, spora o batterio che sia.

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