L’Universita’ di Brescia dice sì al nebulizzatore della Teknofog, perche’ elimina definitivamente il covid19, ma la tecnologia ActivePure, oltre a disgregare qualsiasi agente patogeno contaminante, elimina anche le polveri sottili e le esalazioni venefiche chimiche dall’aria indoor

L’Università di Brescia dice sì: il nebulizzatore uccide il Coronavirus in un minuto, e sentenzia che il principio attivo del nebulizzatore igienizzante Silver Barrier, prodotto e brevettato dalla bresciana Teknofog, è più forte del Covid-19.

Tuttavia la tecnologia ActivePure, oltre a disgregare qualsiasi agente patogeno contaminante, elimina anche le polveri sottili e le esalazioni venefiche dall’aria indoor.

Il principio attivo della Silver Barrier, il nebulizzatore igienizzante della bresciana Teknofog, ottiene la prova scientifica dall’Università di Brescia e dall’Istituto Zooprofilattico della Lombardia e dell’Emilia Romagna.

Lo hanno provato le ricerche condotte dalla Sezione di Microbiologia e Virologia dell’Università degli Studi di Brescia sotto la direzione del Professor Arnaldo Caruso, con la conferma fotografica arrivata dal microscopio elettronico dell’Istituto Zooprofilattico della Lombardia ed Emilia Romagna coordinato dal Dottor Antonio Lavazza.

La sostanza chimica sottoposta ai test è ottenuta dall’associazione di ioni argento stabilizzati, rinforzati con l’effetto biocida del Didecildimetilammonio Cloruro.

Tale composto ha ottenuto il brevetto nel 2015, e da allora Teknofog ha proseguito una collaborazione con l’Università degli Studi di Ferrara per arrivare alla realizzazione di Silver Barrier.

Questo dispositivo sfrutta il meccanismo di nebulizzazione del principio attivo (Teknofog è specializzata nella produzione di nebbiogeni antifurto) per la massima diffusione della barriera igienizzante nell’aria e sulle superfici.

La sua efficacia a lunga durata su un ampio spettro di agenti patogeni – garantita al 98,7% fino al settimo giorno dalla singola applicazione – era già stata riconosciuta come virus inattivante sulla generica famiglia dei Coronavirus, elemento che aveva aperto a grandi aspettative proprio sugli effetti specifici contro il Covid-19.

Dopo 6 mesi di studi quelle speranze si sono trasformate in una solida certezza.

«Siamo riusciti a completare i test di efficacia davvero a tempo di record, spiega Dario Mattioli, Amministratore Delegato di Teknofog e di Mod Security Group, e non è stato facile perché abbiamo lavorato in condizioni estreme, dovendo trattare un virus che tuttora è un’emergenza, quindi con molte più precauzioni del normale in laboratorio.

Sono soddisfatto in particolare perché in un momento in cui parlare del virus è un po’ la moda del momento, c’è una squadra, quella del professor Caruso, che ha risposto con fatti concreti, confermando che Brescia è davvero una realtà accademica capofila nella ricerca di livello non solo nazionale.

In tv e sui giornali spesso finiscono opinionisti con esperienze discutibili in materia, mentre ancora una volta i veri professionisti competenti sono quelli che lavorano lontano dalla ribalta».

Il Professor Arnaldo Caruso è ordinario di Microbiologia e Microbiologia clinica all’Università degli Studi di Brescia, oltre a essere presidente della Società Italiana di Virologia: durante la pandemia la sua equipe si è distinta per la scoperta degli effetti sul Covid-19 del Metotrexato, un farmaco capace di impedire al virus di replicarsi, e per aver isolato anche una variante più attenuata del virus.

«La prima sperimentazione – spiega il professor Caruso – è stata la più complessa: abbiamo diluito il principio attivo per misurare gli effetti sul virus anche a bassissima concentrazione.

Dopo un solo minuto la soluzione con la sostanza disinfettante ha bloccato totalmente l’infettività dell’agente virale.

La conferma è arrivata dall’analisi al microscopio dell’Istituto Zooprofilattico, che ha evidenziato la piena disintegrazione dell’organismo, e quindi la sua completa inattivazione.

Un risultato importante perché alla base di future applicazioni in grado di rendere salubri molti ambienti delicati come trasporti, scuole, spazi di lavoro, strutture di cura o residenze per anziani.

Un esito cui la mia squadra è arrivata grazie a una grandissima preparazione, ma soprattutto in virtù dell’esperienza condotta in questi mesi dalla nostra unità di ricerca, che colloca Brescia tra le prime realtà non solo in Italia per il bagaglio di conoscenza acquisita in ambito virologico.

Credo che questo poi sia un grosso successo per tutta l’impresa bresciana, con cui abbiamo un debito di riconoscenza: la ricerca cresce se l’università ha modo di metterla realmente al servizio del mondo produttivo, come è avvenuto in questa circostanza».

Dopo 5 anni dall’avvio di ricerche e sperimentazioni, Teknofog – impresa associata a Confindustria Brescia – aveva in mente di presentare al mercato il sistema igienizzante Silver Barrier già in occasione di Connext 2020, l’evento annuale che Confindustria dedica al tema di innovazione e sostenibilità.

Un appuntamento programmato per lo scorso febbraio, e cancellato però proprio dalle prime avvisaglie dell’emergenza Covid-19.

«Possiamo dire che il contesto – prosegue Mattioli – da un lato ci ha ostacolati, mettendo subito di fronte al nostro prodotto un nemico ancora sconosciuto.

Dall’altro però ci ha dato la possibilità di metterci ancora di più alla prova confermando la bontà della strada intrapresa, fatta di metodo, ricerca e continuo perfezionamento.

La prova dell’efficacia sul Covid-19 del nostro principio attivo è arrivata in 6 mesi, ma alle spalle avevamo già tutta questa esperienza, al contrario dei tanti sistemi alternativi per l’igienizzazione comparsi sulla scena dopo lo scoppio della pandemia.

Oggi il mio grazie va all’Università di Ferrara, all’Università di Brescia e al professor Caruso, oltre ai miei stretti collaboratori Denise Buscio e Michael Bollini.

E poi naturalmente ringrazio Confindustria Brescia, che ci ha sempre supportati lungo questa strada, in un periodo non facile per il mondo dell’impresa lombarda».

Ma il percorso per l’affermazione dell’efficacia di Silver Barrier non è finito qui.

Teknofog ha già avviato l’iter per ottenere la qualifica di Presidio Medico Chirurgico su Covid-19 da parte del Ministero della Salute, e in parallelo è al lavoro per accreditare il sistema con i primi brevetti di livello europeo, per arrivare a proporre il dispositivo su scala internazionale.

«Esperimenti e test non si fermano – aggiunge ancora Mattioli –: dopo aver accertato gli effetti del nostro principio attivo sul Covid-19, sono già in corso le verifiche di efficacia sulle differenti superfici con cui entra in contatto una volta nebulizzato attraverso il dispositivo Silver Barrier.

E poi ci interessa capire se conferma anche su questa variante di virus il suo maggiore punto di forza: la durata garantita per 7 giorni anche dopo nuove contaminazioni, un plus che lo rende unico tra i prodotti della sua categoria.

E devo dire che le sensazioni che abbiamo sono più che incoraggianti».

«Visti gli effetti ottenuti in soluzione ed in tempi brevissimi – conclude Caruso – possiamo ritenere con buone probabilità che il principio attivo di Silver Barrier sia ancora più efficace se applicato alle superfici.

Certamente non è il solo disinfettante oggi capace di eliminare il Covid-19, ma lo distingue dagli altri un’attività molto più energica.

E così come per i vaccini, ben venga se sul mercato compaiono più armi possibili per contrastare nemici che si possono sconfiggere solo con ricerca e preparazione.

E il Covid-19 non è il primo, ma non sarà nemmeno l’ultimo, come dimostrano i nuovi ceppi comparsi in Sud America.

Ecco perché mi auguro che tutti questi strumenti, una volta messi a punto, trovino una società ancora attenta e con un maggiore grado di coscienza sui rischi di una condotta non responsabile di fronte a epidemie o pandemie, che come abbiamo visto si paga caro in termini di vite umane».

Le critiche che si posso rivolgere ad un simile sistema sono piuttosto evidenti.

La tecnologia ActivePure e’ basata sull’emissione di perossido di idrogeno, che puo’ essere attivata 24 ore su 24, per 365 giorni all’anno, senza alcun disturbo per le attivita’ lavorative, quindi senza interruzioni ne’ influenze negative sulla respirazione e la salute degli operatori in compresenza.

Diversamente dal dispositivo Silver Barrier della Teknofog, la cui durata battericida viene stimata in 7 giorni, i depuratori dotati della tecnologia ActivePure, una volta collegati all’alimentazione elettrica, svolgono il loro lavoro senza alcuna interruzione e senza bisogno di una continua manutenzione.

Cio’ vuol dire che il dispositivo della Teknofog, deve ripetere la diffusione ogni 7 giorni, per avere dei risultati costanti, anche se con costi bassi per ogni ricarica, ma con costi di spostamento, controllo, ingresso persone dedicate esterne, oppure tempo sottratto ad altre occupazioni per il personale interno.

Quindi con il Silver Barrier occorre fare una certa manutenzione, cosa che, con i prodotti dotati della tecnologia ActivePure, si riduce allo stretto necessario per cambiare i filtri, cioe’ una volta all’anno, e utilizzando dei tempi inferiori ai dieci minuti per ogni macchina inserita, compito che viene gratuitamente svolto dai consulenti dei prodotti dotati di tecnologia ActivePure.

Inoltre pare che con il Silver Barrier, subito dopo la nebulizzazione, si creerebbe sulle superfici una sorta di sottile pellicola di decontaminante, ma non si riesce proprio a capire come da tale pellicola possano poi essere proiettati gli ioni argentei e le molecole del sale disinfettante didecildimetilammonio cloruro.

Peraltro tale nebulizzazione avrebbe l’effetto di creare pellicole anche su superfici metalliche e non metalliche, che dovrebbero essere perfettamente pulite, specialmente se tali superfici debbano essere utilizzate per la misurazione di distanze o altezze, che richiedano una certa precisione, o anche facilita’ di spostamento su superfici speciali.

Certamente una prassi del genere e’ totalmente sconsigliabile in determinati ambienti, come metrologie o altri settori aziendali ove lo standard di lavorazione sia la meccanica di precisione.

Con la tecnologia ActivePure, gli agenti patogeni dispersi nell’aria sono eliminati in 3 minuti, ma questo confronto con il minuto impiegato dal dispositivo approvato dall’Universita’ non vuol dire nulla.

Infatti una volta superato il terzo minuto, l’attivita’ della tecnologia ActivePure continua in perpetuo, silenziosa ed a basso consumo di energia elettrica, ed e’ in grado di distruggere tutti gli agenti patogeni introdotti da nuovi contagiati, impedendo il rischio di altrettanti nuovi contagi, purificando l’aria indoor e le superfici e con costi decisamente inferiori, ovviamente in rapporto alle numerose operazioni svolte dalle macchine dotate di tecnologia ActivePure.

In ultima analisi, senza nulla togliere all’autorevolezza di coloro che hanno optato per questa soluzione all’Universita’ di Brescia in collaborazione con l’istituto Zooprofilattico, si puo’ semplicemente replicare dicendo che la tecnologia ActivePure, introdotta da esigenze militari di difesa da attacchi terroristici di tipo batteriologico, e’ stata utilizzata anche per depurare l’aria all’interno delle navicelle spaziali, per assorbire anche, ad esempio, l’etilene, che provoca la maturazione e la marciscenza di frutta e verdura coltivate on board, oltre al gas metano, di produzione umana :-).

La tecnologia ActivePure e’ stata prodotta dalla Aerus, in collaborazione con la Nasa, l’agenzia spaziale americana, ed in seguito i dispositivi Aerus, che utilizzano tale tecnologia sono stati certificati come presidi medici di secondo grado, a norma della FDA americana e la stessa Aerus e’ stata ufficialmente menzionata nella Hall of Fame americana insieme a tale tecnologia, come tecnologia spaziale certificata.

La tecnologia ActivePure rappresenta il risultato piu’ all’avanguardia che esista al momento, nell’ambito della ricerca scientifica orientata alle tecnologie applicate per l’igiene ambientale, senza contare che e’ l’ultimo prodotto di un’azienda che ha un’esperienza lunga 96 anni, nel settore della sanificazione, nata come Electrolux e poi conosciuta in seguito come Aerus LLC.

Certo si potrebbe anche affermare che il dispositivo dalla Teknofog sia efficace contro il covid19 ed anche sulle sue varianti o mutazioni, onde l’ambiente interno ove tale dispositivo venga utilizzato, sara’ sicuramente libero dal virus per 7 giorni.

Tuttavia il problema e’ proprio quello di stabilire se le spore del virus, diffuse da uno starnuto, magari al terzo o al quarto giorno, dalla avvenuta diffusione, operata dal dispositivo Teknofog, possano contagiare altre persone, oppure, alternativamente, se tali agenti patogeni possano essere bloccati dagli effetti della diffusione avvenuta qualche giorno prima, ad esempio in un autobus, ove avviene un continuo accesso di nuove persone, nuovi contagiati, etc.

A me pare molto difficile da sostenere, mentre il perossido di idrogeno, che si diffonde 24 ore su 24, saturando l’aria interna, e’ in grado di distruggere le pareti cellulari di qualsiasi agente patogeno, in tempo reale, nell’aria interna e sulle superfici, a qualsiasi ora, ed indipendentemente dal fatto che si starnutisca con o senza un fazzoletto!

E sotto un altro punto di vista bisognera’ pianificare con una certa oculatezza gli investimenti in tema di purificazione dell’aria, dato che, il Teknofog si occupa esclusivamente di covid19, e di altre famiglie di virus, batteri ed altri microorganismi patogeni.

Infatti, non si occupa minimamente di eliminare le polveri sottili derivanti dall’inquinamento e dal traffico cittadino, o le nauseabonde esalazioni organiche ed inorganiche provenienti dalle industrie, mentre questo lavoro e’ svolto con eccellenza, rispettivamente dal filtro HEPA H14 e dal filtro ai carboni attivi, contenuti nei dispositivi di depurazione Aerus, i quali, d’altronde, con l’emissione di perossido di idrogeno, svolgono lo stesso lavoro del Silver Barrier, o forse meglio.

Ultimamente e’ stato dato risalto alla notizia che Brescia Mobilita’ si appresta ad utilizzare il dispositivo della Teknofog sugli autobus delle linee urbane ed extraurbane.

Nulla da dire sul fatto che l’effetto disinfettante del diffusore di nebbia impieghi 1 minuto a depurare aria e superfici interne degli autobus dal Covid19, e che magari abbia anche un dispositivo di temporizzazione della diffusione ad orari stabiliti che non interferiscano assolutamente con gli orari di lavoro degli autisti.

Tuttavia si puo’ obiettare semplicemente riassumendo:

  • che i costi sono simili, essendo proporzionati alla presenza dei filtri contro le esalazioni chimiche e contro le polveri sottili, che il Silver Barrier della Teknofog non presenta;
  • che la tecnologia ActivePure ha avuto origini dalla difesa militare contro potenziali attacchi terrostici batteriologici;
  • che viene utilizzata tutt’ora per depurare l’aria delle navicelle spaziali e delle stazioni spaziali internazionali;
  • che il dispositivo della Teknofog richiede una costante e periodica attivita’ di controllo e di reinserimento di nuove ricariche di nebbia disinfettante, mentre i dispositivi dotati di tecnologia ActivePure richiedono soltanto il cambio dei filtri HEPA ed a carboni attivi una volta all’anno, quindi mi pare che non ci sia confronto;
  • che il ritardo di due minuti nel decontaminare l’aria ed il ritardo di 5 ore e 59 minuti nel decontaminare le superfici dal covid, sono sopperiti dal fatto che i dispositivi dotati della tecnologia ActivePure possono lavorare senza sosta, 24 ore al giorno, per 365 giorni, recuperando in pieno tali ritardi;
  • che i dispositivi Aerus operano sprigionando perossido di idrogeno, il disinfettante piu’ potente che esista al mondo, ma che non ha alcun effetto negativo sulla salute di persone ed animali presenti sugli autobus, onde i dispositivi dotati di quella tecnologia possono operare anche quando l’autobus sia pieno di persone.

Inoltre dati i ridotti consumi di energia elettrica, i dispositivi dotati di tecnologia ActivePure, possono operare anche quando l’autobus sia fermo in deposito, senza che la batteria elettrica, ovviamente da controllare, subisca dei cali notevoli di prestazioni che ne pregiudichi l’ulteriore utilizzo.

Si tenga quindi conto che i dispositivi di purificazione dell’aria indoor della Aerus, come ad esempio il Beyond Guardian Air, non sono dotati solo della tecnologia ActivePure, idonea ad eliminare qualsiasi virus, batteri, germe, spora, fungo, acaro, ma anche dei filtri HEPA H14 potenziati di ultima generazione ed i filtri ai carboni attivi.

Tra questi filtri gli HEPA possono trattenere al loro interno particelle e polveri sottili maggiori od uguali a 0,1 micron, mentre i filtri a carboni attivi, possono eliminare definitivamente qualsiasi esalazione organica od inorganica di provenienza industrale, oltre all’inquinamento e le polveri sottili derivanti dal traffico cittadino.

Percio’ i dispositivi di depurazione e decontaminazione Aerus, sono dotati di una tecnologia disgregante degli agenti patogeni e richiedono solo un investimento una tantum, limitato nel tempo, a fronte della loro operativita’ continua per 24 ore al giorno e per 365 giorni all’anno, in modo silenzioso e, dotati della qualifica Energy Star, senza notevoli consumi di energia elettrica.

Dunque, la tecnologia ActivePure, di cui i nostri depuratori sono dotati, che fa produrre loro l’emissione negli ambienti indoor di piccole molecole di perossido di idrogeno, o acqua ossigenata, in ragione di 2 parti per milione, ovvero della grandezza di 0,2 micron, e’ quindi in grado di distruggere nel giro di 3 minuti, qualsiasi microbo, virus, batterio, spora, fungo, disperso nell’aria, ed in 6 ore, qualsiasi agente patogeno citato, vivente su superfici di acciaio inox (ed a maggior ragione rispetto alle superfici di altro materiale).

Inoltre non vi e’ alcuna possibilita’ di ossidazione degli oggetti o macchinari metallici compresenti, a differenza dell’ozono, del quale si ignorano le capacita’ effettive di elimazione di tali agenti patogeni, ma produce un’intensa ossidazione su qualsiasi metallo.

Si pensi solo ai dispositivi dotati di tecnologia ActivePure, che sono operanti nei numerosi ospedali che li hanno adottati.

Si immagini che fine farebbero gli strumenti metallici utilizzati nelle sale chirurgiche, se dovesse essere confermata la bufala, secondo la quale il perossido di idrogeno, nelle concentrazioni previste da tale tecnolgia, possa farli arruginire o semplicemente ossidare, alla stregua dell’ozono.

La tecnologia ActivePure non produce alcun danno alle persone, che operino in presenza della sua diffusione, a differenza dell’ozono e delle miscele di gas contenenti ioni di argento e sali come il cloruro di didecildimetilammonio, che non possono essere diffusi in tale presenza.

Specialmente quest’ultimo caso di miscela richiede emissioni ad intervalli di sette giorni (ma e’ lecito dubitare che in presenza di una cospicua massa di persone possa avere un tale effetto), mentre i dispositivi dotati di tecnologia ActivePure continuano il loro lavoro 24 ore al giorno per 365 giorni all’anno senza interruzioni e senza consumi di energia elettrica rilevanti, saturando l’aria indoor di perossido di idrogeno, solo in funzione dell’eliminazione di qualsiasi microorganismo patogeno.

Impressioni personali: mi pare che la preferenza che venga data al prodotto della Tecnofog, anche a livello universitario, sia un po’ una forzatura, o una presa di posizione che rifiuta a priori una tecnologia che ha alle sue spalle decenni di ricerca universitaria e spaziale americana ed una tradizione nello sviluppo tecnico industriale che affonda le sue radici in 96 anni di storia.

Se poi si vuol dare dar mangiare alle aziende italiane di produzione, ed ai loro dipendenti, ben venga, ma si sappia che il giro d’affari dovuto alla tecnologia ActivePure in Italia, ha gia’ creato decine di migliaia di posti di lavoro, che per adesso sembra che difficilmente la Teknofog possa raggiungere.

In poche parole, negli ospedali di tutta Italia, nei locali pubblici ed in ogni altro ambiente, vengono utilizzati i dispositivi Beyond e Pure&Clean di Aerus LLC, dotati di tecnologia spaziale ActivePure.

Tuttavia pare che adesso ci sia una novita’ di alta tecnologia ambientale, scoperta dall’Universita’ di Brescia, in collaborazione con l’Universita’ di Ferrara e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Lombardia ed Emilia Romagna, secondo la quale si puo’ procedere con l’eliminazione di germi, batteri e virus, ma senza invece focalizzarsi sul problema centrale, che adesso espongo.

Certamente non si puo’ pretendere l’eliminazione totale dell’inquinamento dall’aria aperta, almeno nel medio termine.

Tuttavia qualcosa si potrebbe fare per depurare l’aria nei luoghi di lavoro.

Il fatto e’ che Brescia stessa rimane fanalino di coda nel rendere l’aria indoor libera da polveri sottili, esalazioni nauseanti di aziende chimiche, che emettono sostanze tossiche organiche ed inorganiche, almeno nei luoghi di lavoro (cio’ che viene invece compiuto dai dispositivi dell’americana Aerus, dotati di tecnologia ActivePure).

In tal modo presso l’Universita’ di Brescia alcuni si sono dimenticati che esporre le persone a polveri sottili ed esalazioni venefiche, anche se solo in luoghi di lavoro circoscritti ed al chiuso, vuol dire comunque indebolire il loro sistema respiratorio, rendendoli preda non solo di coronavirus, ma anche di qualsiasi altro agente patogeno.

Infatti molti noti epidemiologi ed infettivologi hanno recentemente affermato che sono in via di sviluppo una miriade di nuovi agenti patogeni e che se non si corre ai ripari saremo ben presto colpiti da altre pandemie.

E che smog, polveri sottili e quant’altro, non fanno altro che indebolire il sistema respiratorio, aumentando per adesso la contagiosita’ e la letalita’ del coronavirus.

E quanto detto risulta confermato dalla stessa Universita’ di Brescia in un articolo riportato nel presente blog.

Percio’ bisognerebbe che vi fosse almeno un po’ di coerenza tra le varie anime che dirigono i nostri maggiori centri di ricerca universitari.

In conclusione, un conto e’ avere un’apparecchiatura che sparge un disinfettante in forma di vapore, che purifica l’aria mentre viene diffuso, e che poi forma un film protettivo che depura le superfici per sette giorni, un altro conto e’ invece avere un dispositivo che lavora 24 ore su 24 per 365 giorni all’anno, ma anche nei bisestili :-), e che depura e decontamina aria e superfici indoor, in continuazione e senza interruzioni.

Come ancora, un conto e’ avere un depuratore che elimina solo gli agenti patogeni sulle superfici e solo per sette giorni, ed un altro conto e’ aver un decontaminatore che, oltre a depurare aria e superfici indoor da qualsiasi agente patogeno, elimina anche le particelle inquinanti, le polveri sottili e le esalazioni venefiche chimiche, il tutto sempre lavorando 24 ore su 24.

Non c’e’ confronto nemmeno sul piano dell’eliminazione dell’inquinamento, oltre che su quello della disgregazione degli agenti patogeni nell’aria e sulle supefici indoor!

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